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Il Premier nel flop della manifestazione di Roma lamentava del fatto che in Italia si spendono milioni di euro per le intercettazioni.
Ritengo doveroso fare un po di chiarezza.
A tutto il 2007-2008, ultimi anni per il quale abbiamo le statistiche aggiornate (dati resi pubblici dal Ministero della Giustizia), le procure italiane hanno speso circa 240 milioni di euro in intercettazioni.
Sapete quanto fa procapite?
Quattro euro.
Ad ogni cittadino le intercettazioni disposte da tutte le 165 procure italiane costano poco più di quattro euro.
Mi sembra una cifra ragionevole, se non risibile, per fare sì che ognuno di noi possa sentirsi più sicuro e protetto contro reati di ogni genere.
Perché lo scopo delle intercettazioni, checché se ne dica, è proprio questo: evitare che vengano compiuti dei reati, impedendo sul nascere che vengano perpetrati, o individuare gli autori di reati già commessi, così da permettere alla giustizia di fare il suo corso ed impedirne una loro eventuale reiterazione.
Se invece la domanda fosse
«potremmo risparmiare?»,
allora la risposta sarebbe: sì.
Anzi, potremmo averle gratis, mettendo in pratica un escamotage molto semplice.
Sarebbe sufficiente che lo Stato, quando dà la concessione a Telecom, a Vodafone e agli altri gestori telefonici, inserisse nel contratto la seguente clausola: «Voi siete concessionari pubblici dello Stato italiano. Avete un obbligo: quando un magistrato vi chiede di tenere sotto controllo un telefono, voi lo fate gratis». Invece lo Stato italiano paga i gestori telefonici, che sono suoi concessionari, per un servizio che potrebbe ottenere gratuitamente proprio in quanto detentore delle concessioni, senza le quali i gestori non potrebbero operare. Per fare un esempio, quando un magistrato chiede a una banca di fare un determinato accertamento bancario la banca mica si fa pagare, eppure la banca è un ente privato. Questi sono concessionari pubblici e lo Stato italiano paga loro ogni intercettazione.
Questo il Premier, dovrebbe fare per risparmiare,invece il suo reale obbiettivo e tutto un altro,difendere se stesso, e suoi simili.
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