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Re:PDL-Il governo del fare? _FB_TIME_SINCE
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Inchiesta a Trani, telefonate per bloccare Annozero
"Berlusconi fece pressioni su Tg1 e Agcom"
E commentando le pressioni del capo del governo Masi avrebbe commentato: "Manco nello Zimbabwe..."
Il premier Silvio Berlusconi
voleva mettere il bavaglio ad Annozero. Lo scrive oggi in prima pagina "il Fatto quotidiano", citando un'inchiesta a Trani durante la quale - in maniera del tutto casuale - sarebbero state intercettate le telefonate che dismostrerebbero le pressioni e gli interventi del Cavaliere contro la trasmissione di Santoro.
Nelle intercettazioni che risalirebbero a circa tre mesi fa, legate a un' inchiesta che si occupava di carte di credito e tassi di usura, si leggerebbero, a margine del fascicolo, i nomi di Berlusconi, Innocenzi (membro dell'Agcom) e Minzolini. Tutti, secondo il Fatto, discutono della tv pubblica e delle sue trasmissioni. "La procura, scrive il giornale, ascolta in diretta le pressioni e le lamentele del premier per Annozero. Rivolte al membro dellAgcom Giancarlo Innocenzi". Con inviti molto espliciti a chiudere la tramissione. In un'altra di queste telefonate il presidente del Consiglio si sarebbe lamentato della presenza del direttore di Repubblica Ezio Mauro e di Eugenio Scalfari a un'altra trasmissione da lui odiata, Parla con me, condotta da Serena Dandini.
Sempre secondo il Fatto, Innocenzi avrebbe rassicurato il premier sulla "soluzione" del problema. E visto che per agire contro Annozero l'Agcom deve ricevere degli esposti, lo stesso Innocenzi si sarebbe detto disponibile a mobilitare alcuni suoi funzionari come consulenti sulla materia. Altrettanto clamorose le telefonate di Innocenzi al dg della Rai, Mauro Masi, in cui lamenta le continue pressioni del premier: "Nemmeno nello Zimbabwe", è il commento del direttore generale.
Disponibilissimo a venire incontro alle esigenze del capo del governo, sulla base delle rivelazioni del Fatto, è il direttore del Tg1 Augusto Minzolini, che Berlusconi chiama "direttorissimo", e che si sarebbe detto pronto a intervenire, ad esempio, sul caso Spatuzza: e infatti il giorno dopo in tv arriva il suo editoriale, in cui definisce "bugie" le parole del pentito di mafia.
Questo si definisce il "Governo del fare?
E questo è il governo che vogliono gli Italiani?
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Ultima Modifica: 2010/03/12 12:45 Da subcomandante.
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Re:PDL-Il governo del fare? _FB_TIME_SINCE
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Dopo l’umiliazione subita a Manchester, perchè il Cavaliere non imporre per decreto la riammissione del Milan alla Champions League. ?
Dove stà il "governo del fare?
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Ultima Modifica: 2010/03/12 12:57 Da subcomandante.
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Re:PDL-Il governo del fare? _FB_TIME_SINCE
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Il capo ordinò,
Chiudete Annozero,Ballarò.
non c 'è che dire,veramente questo è un governo del fare!
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Re:PDL-Il governo del fare? _FB_TIME_SINCE
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Inchiesta Rai, nelle telefonate compare Letta
"Gianni, il premier vuole che fermiamo Santoro"
Il Cavaliere alza la voce e minaccia.
Nelle telefonate agli atti dell'inchiesta di Trani spunta il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. Intanto Berlusconi attacca: magistrati e sinistra condizionano il voto. E il ministro Alfano rincara la dose: il Csm viola la Costituzione. Dal canto suo la Procura di Trani nega agli ispettori inviati dal ministro il fascicolo dell'inchiesta. Il premier era infuriato al punto da insultare pesantemente Giancarlo Innocenzi, il suo "fedelissimo" all'Autorità garante delle comunicazioni, il quale insieme a Mauro Masi, direttore generale della Rai, veniva sollecitato a fare chiudere Annozero. Letta, stando a quanto risulta dalle intercettazioni telefoniche disposte dalla procura di Trani, era informato della strategia che doveva portare a "imbavagliare" le trasmissioni "sgradite" e a impedire, tra l'altro, nuovi interventi del direttore di Repubblica Ezio Mauro e del fondatore Eugenio Scalfari, che avevano criticato il premier in alcune trasmissioni. Letta sarebbe intervenuto dopo che Innocenzi e Masi non erano riusciti a farlo.
C'è anche questo nelle quaranta pagine della richiesta rivolta dal pm al gip di Trani per ottenere dalla Camere l'autorizzazione a utilizzare le conversazioni del premier perché ritenute "penalmente rilevanti". Nell'atto, che riporta tutte le mosse di Berlusconi e dei suoi uomini per bloccare le trasmissioni tv, c'è un presidente del Consiglio che appare in più circostanze molto agitato. E che, tra l'altro, parla di vicende familiari, sfogandosi con Innocenzi a proposito di quanto gli costerà - circa 90 miliardi di vecchie lire l'anno - il mantenimento alla sua ex moglie Veronica Lario.
"GIANNI SCUSA, SONO GIANCARLO..."
È il 3 dicembre 2009. Innocenzi, che ha già ricevuto decine di telefonate di Berlusconi che lo accusa di non avere fatto nulla per bloccare Santoro, chiama Letta.
Innocenzi: "Gianni, scusa sono Giancarlo".
Letta: "Si, eccomi".
Innocenzi: "Allora io ti risparmio, quando con calma ti racconto tutto... Insomma, per essere più veloce tutte le documentazioni, quali carte ho dato agli uni e agli altri, sanno tutto quelli della Vigilanza, sa tutto... Masi, sa tutto l'Autorità, ho fatto fare da un gruppo di due amici magistrati tutta l'analisi, anche perché siano gli strumenti per quella storia di questa sera di Mills. Secondo le valutazioni di questi due amici magistrati, lui stasera non potrebbe parlare di Mills essendoci il processo in corso". Letta risponde con una parola incomprensibile.
Innocenzi: "Ho dato queste carte a Mauro (presumibilmente Masi-ndr). Mauro vuole la pezza forte, ci vorrebbe che sostanzialmente Calabrò (presidente dell'Agcom-ndr) gli dicesse (a Santoro-ndr): "Tu non puoi fare la trasmissione questa sera parlando di Mills". Io non so più a che aggrapparmi, tutto quello che potevo fare l'ho fatto. Adesso Mauro mi chiama e mi dice: "Se Calabrò dice 'guarda che tu la trasmissione su Mills non puoi farla', io vado con questa e non gliela faccio fare... tu (Gianni Letta ndr) sei l'ultima spiaggia...".
Letta pronuncia altri commenti incomprensibili. Poi aggiunge: "Proverò a cercarlo, grazie , ciao ciao".
Subito dopo Innocenzi chiama Masi. Lo informa di avere parlato con Letta: "Io ho detto a Gianni, anche adesso, avverti tu Calabrò, di mettere più spessore possibile su questa cosa... comunque adesso è informato anche Gianni, così abbiamo chiuso il cerchio, così nessuno può dire che non sapeva un cazzo". Masi gli chiede se ha parlato direttamente con Letta e Innocenzi lo conferma. Il dg Rai gli dice anche che ha parlato con Santoro che gli ha assicurato che farà una "trasmissione equilibrata".
Poi Masi gli ricorda che "dopo la D'Addario c'era spazio e modo per potere intervenire mille volte, non lo abbiamo fatto, non è stato fatto, e ci troviamo adesso questa roba qui, l'unica cosa che può servire veramente e che se lui (Santoro-ndr) fa la pipì fuori dal vaso stasera...".
Il pm di Trani descrive altre manovre, "con coinvolgimenti ai massimi livelli da parte del commissario Agcom che, ormai esasperato, par arrivare al presidente Calabrò (che sembra resistere alle pressioni esterne) si affida alla mediazione del sottosegretario Gianni Letta, il quale dal canto proprio promette ad Innocenzi di attivarsi e cercare il presidente Calabrò".
"ABBIAMO CACCIATO ANCHE RUFFINI"
Anche alla domenica Masi e Innocenzi non hanno pace. Berlusconi li investe con insulti perché non riescono a fermare Santoro. Innocenzi informa Masi che "loro faranno il processo Mills" e gli racconta che, quando Berlusconi lo ha saputo, gli ha gridato "che cazzo state a fare tutti quanti!". "E poi - aggiunge - mi ha fatto un culo che non finiva più". I due si disperano per accontentare Berlusconi, ma non ci riescono. Si raccontano di essere riusciti a eliminare Paolo Ruffini, direttore di Rai Tre.
LO SFOGO DI MASI
"Come traspare da questa intercettazione - scrive il pm di Trani - Innocenzi reduce dalla telefonata del presidente Berlusconi che lo affligge, chiama Masi e si sfoga. Masi si mette prontamente al servizio del commissario Agcom e promette di "mettere su una strategia operativa" che serva a risolvere il "problema Santoro che è un problema tutto particolare". Quindi aggiunge che la Rai sta "aggiustando". Gli viene chiesto come. La risposta è: "Sai, la stiamo aggiustando, stiamo facendo di tutto, abbiamo mandato via pure Ruffini, insomma, voglio dire siamo riusciti a fare...". Per il pm è "un evidente riferimento al fatto di assecondare i desiderata del presidente Berlusconi".
"CALABRO' POTREBBE ESSERE INTERCETTATO"
È IL 9 dicembre 2009. Alle 8,35 del mattino Berlusconi chiama Innocenzi e lo rimprovera d "non avere fatto niente".
Berlusconi: "Pronto?".
Innocenzi: "Sì, ciao presidente".
Il premier gli scarica addosso una serie di epiteti. Innocenzi annaspa, dice che hanno "fatto qualcosa", di non aver potuto fermare la trasmissione sul caso Mills e di essere "andato da Calabrò incazzato come una biscia, cioè da questo momento in poi ero come un tupamaro con le bombe addosso e in qualsiasi momento facevo un casino..".
SPATUZZA E IL PREMIER SOTTO ACCUSA
Berlusconi attacca ancora Innocenzi: "Allora ti dico, giovedì sera c'era ancora il processo Spatuzza e fanno il processo a me come appartenente alla mafia... allora se voi non riuscite veramente a fare questa roba qua... non lo so io...".
Innocenzi balbetta. Dice a Berlusconi che si è attivato per preparare un ricorso "come informativa". "Allora tutti e quattro, Savarese, Mannoni io e Napoli, a parte Magri, siamo d'accordo, salvo che domani non mi brucino, per fare casino all'interno del consiglio".
Innocenzi: "Anche Napoli (pure lui componente dell'Agcom-ndr) è d'accordo perché lui aveva vissuto la vicenda di Clemente (Mastella-ndr) quindi...".
Berlusconi: "Napoli da dove arriva, da Mastella?".
Innocenzi conferma e Berlusconi risponde: " Mastella adesso è totalmente con me... e con Napoli avete la maggioranza senza Magri".
Innocenzi tranquillizza il premier: "Diciamo che ho Mannoni (altro componente dell'Agcom-ndr), Savarese che era amico di Fini, però ... è più amico di Maurizio Gasparri".
"ATTENTO A PARLARE AL TELEFONO"
A questo punto Berlusconi invita Innocenzi a parlare con Calabrò e lo avverte: "Però stai attento a parlare al telefono col Presidente ... perché voci, che non so se siano vere o meno, dicono che ha il telefono sotto controllo...".
Innocenzi risponde a Berlusconi di essere preoccupato perché probabilmente è lui ad avere il telefono sotto controllo: "Ma a me ieri sera è successa una cosa molto strana, tra l'altro oggi mi è arrivato un numero inesistente, io non ho risposto (...). Uno dei nostri tecnici mi dice che è un modo per potere mettere sotto controllo il telefono e oggi faccio fare altre ulteriori... però non me ne frega niente..".
Innocenzi continua ad informare Berlusconi sull'attività che sta organizzando per bloccare Santoro.
Il premier gli dice che va bene. "Ma mi raccomando perché adesso entriamo in una zona di guerra veramente brutta". "Sì - aggiunge questo non è mica servizio pubblico... è l'unico servizio pubblico al mondo che fa queste cose".
Innocenzi: "Non è più possibile che questo qui (Santoro-ndr) faccia quel cazzo che gli pare veramente".
Il mio commento è che siamo alla deriva .
Con Berlusconi ,ogni giorno la democrazia viene demolita.
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Re:PDL-Il governo del fare? _FB_TIME_SINCE
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QUESTI SAREBBE I GOVERNANTI DEL FARE?
Il capo del governo scruta le mosse di Fini, il Pdl è dilaniato da lotte interne all'arma bianca. Tanto da far temere oggi un nuovo flop in piazza.
In Campania Alessandra Mussolini ha dichiarato guerra, con il sostegno di Nicola Cosentino, a Mara Carfagna. Le due prime donne del Pdl se ne dicono di tutti i colori, la Mussolini è talmente esasperata che si è fatta pizzicare dai suoi avversari a Pianura mentre disegnava le corna su un manifesto della rivale.
Il clima: ieri il ministro Franco Frattini si è affacciato a Modena ed è finito in una clamorosa rissa tra consiglieri regionali Pdl di opposte fazioni.
Imbarazzato ha cercato di placare gli animi: "Il nostro avversario è a sinistra e non dentro di noi, dobbiamo lanciare questo messaggio in una campagna elettorale difficile".
'ordine di Verdini in Abruzzo: portate i terremotati.
"Gli abbiamo dato le case
vengano a S.Giovanni"
"GLI ABBIAMO dato le case, non posso credere che gli abruzzesi beneficiati non vengano in piazza a San Giovanni". Denis Verdini il coordinatore del Pdl, ha scritto al partito in Abruzzo, al "governatore" Gianni Chiodi, ai parlamentari e consiglieri regionali. Gli ha dato una strigliata-choc. La lettera di Verdini è partita giovedì. Il coordinatore a ogni regione ha dato un "target-pullman". Una sorta di competition. Come si fa per ottimizzare il marketing.
E agli abruzzesi scrive: "Trovo che avete difficoltà a raggiungere l'obiettivo fissato di 50 pullman per l'Abruzzo". Non va. Bacchetta: "Un gruppo così folto di deputati, senatori e consiglieri regionali" deve quantomeno andare "nei quartieri ricostruiti dove sono state consegnate le case a 40 mila persone, con un semplice megafono, reclamizzando la manifestazione romana e sollecitando quelle persone a ringraziare Berlusconi venendo in piazza San Giovanni", perché il governo ha fatto per l'Abruzzo "qualcosa che non è mai stato fatto nella storia del paese".
Dagli aquilani ancora piagati dal terremoto, Verdini vuole gratitudine tangibile: "Non posso credere che quella popolazione beneficiata non riempia cento pullman oltre a quelli già organizzati". La casa, infatti, è un bene primario e una casa ricostruita "vale almeno il doppio". Per concludere: "La classe dirigente di un grande partito si misura anche su questo. Se non risponde l'Abruzzo non vale niente governare!". Chiodi ha sentito Verdini al telefono e ridimensiona la vicenda che però, alla vigilia delle elezioni provinciali, rischia di esacerbare gli animi degli aquilani.
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Ultima Modifica: 2010/03/20 11:32 Da subcomandante.
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Re:PDL-Il governo del fare? _FB_TIME_SINCE
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Sapevamo già che il "Scajola" apparteneva alla categoria
di" brava gente."come il suo Capo.
Ora ci sono prove!
Certo sarebbe opportuno che il bravo ministro direbbe al popolo italiano se ha comprato in nero, oppure no il mega-appartamento?
Il bravo ministro è coinvolto oppure no?
Se si ,si dovrebbe dimettersi è andare a casa definitivamente, è non come è già successo vedi caso" Marco Biagi " usci dalla porta dal ministero dell' interno,è entrò per la finestra nuovamente al governo come ministro dell'attuazione del programma.
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Ultima Modifica: 2010/04/30 21:20 Da subcomandante.
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