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Ci sono o ci fanno i leader del Pdl?
Ci sono o ci fanno, i responsabili del Pdl a Roma?
Le reazioni al primo siluramento della lista suscitano molti dubbi sulle qualità di chi guida il partito più grande nella provincia più grande. Hanno scritto al capo dello Stato. Carta e tempo sprecati, ovvio.
O forse la Polverini e Alemanno pensavano che il presidente della Repubblica potesse rimediare al pasticcio?
Hanno fornito una mezza dozzina di versioni differenti di quanto avvenuto nell'ufficio elettorale. Le dichiarazioni del responsabile numero uno del tragicomico evento sono state talmente sconclusionate e contraddittorie da far raccapriccio. E a una persona simile si è affidato, non per la prima volta, un delicatissimo compito. Se poi si considera che in un'altra elezione il suddetto signore si era nascosto per alcune ore, tenendo celate le firme, per protestare contro una propria insoddisfacente candidatura, c'è di nuovo da chiedersi se a Roma il Pdl ci sia o ci faccia. È stata organizzata una «maratona oratoria». Miserevole per l'inconsistente pubblico, per la generale mosceria (come dichiarato dalla Polverini), per il gelo diffuso. Gli argomenti addotti sono tanto inconsistenti quanto ridicoli. Purtroppo per loro, i vertici del Pdl romano non si rendono conto che i sentimenti diffusi nell'Urbe sono, verso il guaio combinato a piazzale Clodio, di commiserazione, se va bene; altrimenti, d'irrisione.
Una parola pure per Milano.
Invero, le polemiche sull'insufficienza di timbri (marcata come smania burocratica, ma verosimilmente sanabile) hanno fatto dimenticare un particolare. Quando alcuni legali di Berlusconi, Nicolò Ghedini in primis, si lagnarono perché fotocopie giunte da uffici giudiziari esteri erano prive di timbri di conformità, il Parlamento obbedì, modificando il codice di procedura penale.
All'evidenza, c'è timbro e timbro: non sempre la mancanza di un timbro è ritenuta, nel Pdl, irrilevante.
A riquardo Napoli, la lista del Pdl più pulita di come è stata presentata non poteva?
Ora nessuno si sente responsabile di questa presa in giro dei cittadini quando alludevano liste pulite.
Caldoro si dissocia,Cosentino era su Marte.
E questi dovrebbero cambiare il volto della Campania?
MA- Va- LA
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