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Re:Correre fa bene al cervello (1 in linea) (1) _WHO_ONLINE_GUEST
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Discussione: Re:Correre fa bene al cervello
#10247
Pasquale Coppola (Utente)
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Correre fa bene al cervello _FB_TIME_SINCE Karma: 0  
Stimolata la crescita di nuovi neuroni e crea una «sana» dipendenza, con effetti simili a quelli della cannabis Chi «corre» tutti i giorni fa un favore al suo fisico ma anche al suo cervello, favorendone alcune specifiche capacità. Lo dimostra uno studio pubblicato sulla rivista dell'Accademia Americana delle Scienze (PNAS) condotto su «topi corridori» dall'equipe di Henriette van Praag del National Institute on Aging, parte degli statunitensi National Institutes of Health, presso Baltimora. Molti studi, sia su esseri umani sia su animali, hanno dimostrato che l'esercizio fisico produce profondi benefici per le funzioni cognitive; nei bambini e nei giovani adulti si riscontra una forte associazione positiva tra attività fisica e capacità di apprendimento. Invece negli anziani l'esercizio fisico permette di rallentare la comparsa di quelle defaillance di memoria tipiche della terza età.
GLI EFFETTI SUL CERVELLO - La corsa in particolare, scrivono su PNAS gli autori di questo studio, ha dimostrato avere profondi effetti sul cervello: nei topi migliora apprendimento e memoria e a ciò sono risultati legati cambiamenti strutturali e fisiologici dell'ippocampo (centro della memoria); la corsa aumenta la produzione di fattori neurotrofici (il «cibo» del cervello), aumenta la vascolarizzazione cerebrale, la plasticità neurale. Il correre ha in sè anche altri effetti prodigiosi. Uno studio, ad esempio, ha dimostrato che correre è come fumare marijuana, però senza effetti collaterali; infatti mette in circolo sostanze simili ai principi psicoattivi presenti nella pianta, che agiscono sul cervello dando sensazione di euforia.
UNA »SANA DIPENDENZA» - Gli scienziati del Georgia Institute of Technology e dell'Università di Irvine hanno così spiegato il fenomeno che dagli anni Settanta è definito in America «euforia del corridore». È il risultato di un meccanismo messo in atto dal corpo per proteggersi dal dolore e per sopportare meglio lo sforzo muscolare durante l'attività. Infatti correndo il corpo produce alti livelli di anandamide, una molecola con le stesse proprietà dei tetracannabinoidi rilasciati dalla marijuana sul sistema nervoso. Ora gli esperti hanno dimostrato che topolini adulti che corrono volontariamente riescono a superare meglio dei test di abilità spaziale; a ciò è associata la neurogenesi, cioè la nascita di nuovi neuroni in zone strategiche del cervello per apprendimento e memoria. Nei topi anziani invece l'effetto non si nota. Senza il vincolo di una scheda da rispettare in palestra, a tu per tu con il verde cittadino, la corsa è quindi un modo semplice e poco costoso di allenare non solo il corpo ma anche la mente.
Pasquale Coppola
 
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#10253
Pasquale Coppola (Utente)
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Re:Correre fa bene al cervello _FB_TIME_SINCE Karma: 0  
Mi ha sempre fatto un certo effetto sapere che nel palmo della mano possa essere segnato il mio destino. Per questo motivo, che sono certo mi smuoverebbe sensazioni intime particolari senza tuttavia, forse, farmi condizionare, non ho mai pensato di porgere il mio palmo destro ad alcuna chiromante. In questo week end, sfogliando una rivista di podismo francese, mi ha incuriosito un piccolo articolo nel quale, per verificare se si era portati per le corse di resistenza, si doveva confrontare la lunghezza dell’indice in relazione all’anulare. No, questa pagina non era alla fine della rivista, la zona che di solito viene riservata ad argomenti leggeri, ma in una rubrica che tratta di recenti studi correlati al podismo. La fonte della ricerca aveva il titolo “Endurance running and digit ratio: implications for fetal testosterone effects on running speed and vascular health”.
Si tratta di confrontare la lunghezza dell’anulare con l’indice, facendo riferimento alla mano destra. Se le due dita hanno pressoché la stessa lunghezza, e non è il mio caso, la persona è di sesso femminile. Nel caso opposto, con l’anulare più lungo dell’indice, la persona è di sesso maschile. Il rapporto dovrebbe essere di 1 (per l’anulare) e non più di 0,96 per l’indice. La verifica fatta nella mia famiglia avvalla questa ipotesi.
Secondo i ricercatori la differenziazione della lunghezza delle dita è correlata all’evoluzione della specie umana, ed avviene a livello fetale per l’intervento degli ormoni. La maggior lunghezza del dito indice è determinata da una maggiore stimolazione degli estrogeni, gli ormoni femminili. Il testosterone, l’ormone maschile, l’influenza invece la maggior crescita dell’anulare.
Come ho riportato, questo studio è da considerare serio perché i ricercatori hanno trovato forti correlazioni nel rapporto di lunghezza tra le due dita citate con le caratteristiche personali di moltissimi soggetti considerati nella ricerca. In primo luogo è preso in esame il differente tasso di produzione ormonale (estrogeni e testosterone), la razza, il rischio di incidenti cardiovascolari, ed altri aspetti medici, nonché la durata della vita di alcuni soggetti. Inoltre, è stato preso in esame dapprima il livello prestativo nello sci, ed infine, come recente aggiornamento della ricerca, il rendimento nelle competizioni podistiche di resistenza. Gli individui che prevalgono nelle competizioni di endurance sono quelli che hanno l’anulare più lungo rispetto al dito indice.
Quindi, per sapere se val la pena di dannarsi l’anima con gli allenamenti per aver successo nelle gare di resistenza, il primo test da fare non sarebbe proprio quello di Conconi in pista, ma converrebbe passare da una chiromante esperta in fisiologia.

Quindi devo crederci, proprio oggio ho ricevuto la convocazione a partecipare ai campionati regionali di 1 ora di corsa, è la data e proprio il 25 Aprile giorno in cui si svolge il memorial vincenzo adamo nella mia amta striano.
Cosa devo fare? HELP ........
Pasquale Coppola
 
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