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Mi ha sempre fatto un certo effetto sapere che nel palmo della mano possa essere segnato il mio destino. Per questo motivo, che sono certo mi smuoverebbe sensazioni intime particolari senza tuttavia, forse, farmi condizionare, non ho mai pensato di porgere il mio palmo destro ad alcuna chiromante. In questo week end, sfogliando una rivista di podismo francese, mi ha incuriosito un piccolo articolo nel quale, per verificare se si era portati per le corse di resistenza, si doveva confrontare la lunghezza dell’indice in relazione all’anulare. No, questa pagina non era alla fine della rivista, la zona che di solito viene riservata ad argomenti leggeri, ma in una rubrica che tratta di recenti studi correlati al podismo. La fonte della ricerca aveva il titolo “Endurance running and digit ratio: implications for fetal testosterone effects on running speed and vascular health”.
Si tratta di confrontare la lunghezza dell’anulare con l’indice, facendo riferimento alla mano destra. Se le due dita hanno pressoché la stessa lunghezza, e non è il mio caso, la persona è di sesso femminile. Nel caso opposto, con l’anulare più lungo dell’indice, la persona è di sesso maschile. Il rapporto dovrebbe essere di 1 (per l’anulare) e non più di 0,96 per l’indice. La verifica fatta nella mia famiglia avvalla questa ipotesi.
Secondo i ricercatori la differenziazione della lunghezza delle dita è correlata all’evoluzione della specie umana, ed avviene a livello fetale per l’intervento degli ormoni. La maggior lunghezza del dito indice è determinata da una maggiore stimolazione degli estrogeni, gli ormoni femminili. Il testosterone, l’ormone maschile, l’influenza invece la maggior crescita dell’anulare.
Come ho riportato, questo studio è da considerare serio perché i ricercatori hanno trovato forti correlazioni nel rapporto di lunghezza tra le due dita citate con le caratteristiche personali di moltissimi soggetti considerati nella ricerca. In primo luogo è preso in esame il differente tasso di produzione ormonale (estrogeni e testosterone), la razza, il rischio di incidenti cardiovascolari, ed altri aspetti medici, nonché la durata della vita di alcuni soggetti. Inoltre, è stato preso in esame dapprima il livello prestativo nello sci, ed infine, come recente aggiornamento della ricerca, il rendimento nelle competizioni podistiche di resistenza. Gli individui che prevalgono nelle competizioni di endurance sono quelli che hanno l’anulare più lungo rispetto al dito indice.
Quindi, per sapere se val la pena di dannarsi l’anima con gli allenamenti per aver successo nelle gare di resistenza, il primo test da fare non sarebbe proprio quello di Conconi in pista, ma converrebbe passare da una chiromante esperta in fisiologia.
Quindi devo crederci, proprio oggio ho ricevuto la convocazione a partecipare ai campionati regionali di 1 ora di corsa, è la data e proprio il 25 Aprile giorno in cui si svolge il memorial vincenzo adamo nella mia amta striano.
Cosa devo fare? HELP ........Pasquale Coppola
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